Sostenibilità

Lo sviluppo sostenibile delle realtà urbane
e delle aree rurali interconnesse

Gli ultimi anni ci hanno offerto l’occasione per interrogarci sui grandi cambiamenti generati dall’innovazione a livello mondiale e su come essi possano costituire per l’Italia e, più in generale per l’Europa, un’opportunità secolare.

Il nostro territorio, a partire dalla provincia di Pavia per arrivare a quella di Lodi, Cremona e Mantova ha subito profonde trasformazioni, ponendo l’accenno sulla effettiva natura del rapporto tra aree rurali interconnesse e zone urbanizzate, tra agricoltura e industria. Un dualismo Città – Campagna che deve superare se stesso e convergere in un unico movimento di sviluppo sostenibile.

Occorre quindi che la politica torni al suo ruolo, quello di promuovere il dibattito, generare confronto, prendersi il rischio di assumere decisioni per il bene comune.

Cogliere il meglio della trasformazione in atto può consentire, tra l’altro, un ribilanciamento tra urbano e rurale, perché in grado di mutare non solo la modalità di produzione e fruizione dei beni e servizi, ma anche il rapporto tra luoghi di produzione della scienza, aree produttive ed aree di residenza.

Questo, a patto di considerare quanto strategica sia tale prospettiva e di mettere in atto ogni possibile intervento finalizzato ad implementare, nei tempi più opportuni, le scelte necessarie a rendere questi cambiamenti – non neutrali – un reale beneficio per tutti.

Valorizzare l’immenso patrimonio immobiliare, culturale, paesaggistico, ambientale di cui è fatta l’Italia dei borghi, integrando al meglio tecnologie, storie e tradizioni, vuol dire rimettere al centro del dibattito politico il tema della crescita, della competitività e dell’occupazione.

Questo è l’impegno che deve discenderne per la prossima legislatura: ricostruire il “potenziale competitivo per il XXI secolo” per consolidare e moltiplicare la ripresa faticosamente perseguita in questi anni grazie all’azione di Governo, ricreando le condizioni perché l’Italia ridiventi capace di far emergere, attrarre, mantenere, evolvere investimenti imprenditoriali competitivi e talenti.

Il dibattito su quelli che vengono definiti “Territori 5.0” e gli interventi di sostegno alle Aree Interne – finanziati dal Governo negli ultimi anni -, sono esempi di come questo cambiamento possa partire proprio dal mondo più vivo e vero dell’Italia, attraverso non solo una nuova stagione di investimenti o di misure attrattive. L’impegno del settore pubblico, del Governo e dei governi sarà quello di stabilire, comunicare, aggiornare una linea di politica industriale chiara, che favorisca l’integrazione tra le iniziative più visionarie e strategiche ed il tradizionale tessuto produttivo fatto di piccole imprese artigiane e zootecniche.

Il compito di tutti e in primo luogo della Politica, è quello di rimettere al centro del dibattito la capacità dell’innovazione di generare valore attraverso la persona e l’impresa.

Un processo virtuoso, questo, che contribuisce a generare occupazione di qualità e ad assicurare un welfare moderno.

Condividi su