Salute

SANITÀ E WELFARE

Pavia può candidarsi ad essere un polo di attrazione nazionale
per l’innovazione tecnologica in sanità e per nuovi modelli di welfare

SANITÀ

Il salto di qualità per il welfare, passa dalla capacità di sviluppare una politica realmente attenta e impegnata a costruire un sistema in grado di intercettare i nuovi bisogni, interpretarli in base ai cambiamenti socio-demografici, e orientata al potenziamento della coesione sociale.

Un sistema di welfare che sappia costruire un’efficace programmazione, non solo basata sul mero “input”, o domanda, del processo di cura, ma che sappia anche prevenire e accompagnare in toto i cittadini e le famiglie in momenti/contesti di fragilità. Un sistema che sia sempre più basato sull’integrazione tra dimensione sanitaria, sociosanitaria e sociale, tramite la creazione di una reale filiera dei servizi, che garantisca un miglior (e più facile) accesso dei cittadini ai servizi, una effettiva presa in carico globale e una loro cura e autonomizzazione.

Si tratterà pertanto di declinare nuove politiche in sanità e più in generale nel welfare, con modelli organizzativi flessibili, accorciando la “filiera” e, soprattutto, attuando un processo di analisi del bisogno a livello locale.

In questa area geografica della Lombardia ci sono tutte le possibilità per sviluppare una politica di condivisione e partnership, ovvero una community, un luogo di pensiero, che possa coinvolgere tutti gli stakeholders del mondo sanitario e del welfare in una smart valley che offre capacità di ricerca, dati, modelli organizzativi, IRCCS, persone con forti competenze specialistiche.

Nella sola Pavia, il passaggio è dal research mile (in un mile troviamo 3 IRCCS, CNR, Eucentre, Cnao e Università di Pavia) alla smart valley.

DeMo, l’evento che ogni anno riunisce a Pavia operatori economici, amministratori locali, mondo della politica e della ricerca, ha già innescato questa transizione grazie ai suoi tavoli tematici, il coinvolgimento degli attori della rete sanitaria e sociosanitaria sviluppare competenze, il saper mettere assieme produttori, politica, ricerca, tecnici, sindacati e associazionismo.
Il nostro territorio, da luogo di ricerca (research mile) deve passare a luogo di traino per l’innovazione scientifica e produttiva (smart valley), consentendo una creazione di valore economico, sociale e culturale, ovvero beneficio alla persona.

WELFARE

Accanto al settore della Sanità e in un’ottica di maggiore integrazione con le politiche sociosanitarie, è proprio nel campo di queste ultime che possiamo trovare un terreno interessante in cui applicare innovazione tecnologica e nuove policy.

L’attuale sistema di welfare evidenzia che le modalità di risposta ai bisogni non sono più adeguate alle trasformazioni sociali e le risorse disponibili sono frammentate e spesso male utilizzate. E’ fondamentale allora ragionare con un approccio di sistema che sia innovativo non solo nella modalità di risposta ma anche nel ricomporre le risorse e ripensare le governance territoriali.

La riflessione necessaria ruota attorno al tema dell’innovazione sociale, ossia un metodo nuovo di progettazione e implementazione delle politiche sociali. Su questo asse, fondato sulla sperimentazione di nuovi modelli e pratiche di welfare, sulla partecipazione attiva di ampie fasce della società anche alla fase programmatoria del welfare, si gioca la possibilità di impostare un welfare più inclusivo, in grado di fungere da strumento per la coesione sociale, magari riorientando parzialmente il sistema, in termini di risorse e di standard, fuori da un’ottica esclusivamente ospedale-centrica, ma sempre tenendo come elemento ineludibile l’integrazione con il sistema sanitario stesso e l’area sociosanitaria.

Da questo punto di vista possiamo individuare, nel campo delle politiche sociali e sociosanitarie, alcune parole chiave e alcune proposte strategiche per disegnare il nuovo welfare.

CRITICITÀ NELL’ACCESSO ALLA RETE DI SERVIZI

 

  • Conoscenza delle informazioni
  • Accesso alle strutture

 

IMPLEMENTARE

 

  • Costruire la filiera dei servizi e dare corpo alla presa in carico
  • Anagrafe delle strutture in base ai servizi erogati
  • Difficoltà ad intercettare i nuovi bisogni, multiformi e multidimensionali per i quali è fondamentale il tema dei dati e della conoscenza

 

CARTELLA SOCIALE

 

  • Big data accessibile per estrarre informazioni complete.
  • Condividere le buone prassi
  • Potenziare il ruolo dei Piani di Zona (programmazione + gestione). Stimolare una lettura del bisogno maggiormente condivisa con gli attori territoriali (Terzo Settore, associazioni, ecc…) e con gli stessi istituire tavoli ufficiali di monitoraggio delle politiche

 

MAPPA FISICA DELLA CONOSCENZA

 

  • Contenitore unico (attori, criticità, servizi, strutture, dati socio-economici di sistema)
  • Interlocutori

 

INNOVAZIONE SOCIALE COME METODO NUOVO

 

  • Ridurre le distanze
  • Potenziare le Reti di comunità
  • Rendere indipendenti le persone nell’accesso ai servizi
  • Mettere a sistema le prassi territoriali. In una banca dati unica e comune, riservare una sezione alla raccolta delle buone prassi territoriali, divise per ambito di azione

 

SPRECHI ECONOMICI

 

  • La ricomposizione delle risorse è rimasta sulla carta
  • Budget unico per le politiche sociali

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